Ti svegli, di nuovo, nel cuore della notte, perché puffo strilla per il bruciore che gli provoca fare pipì.

È particolarmente dura, con il peso delle ormai quasi 24 ore (e cge ore!) precedenti sulle spalle.

Cambiato il pannolino e presa la supposta delle 4 con qche minuto di anticipo puffo torna tranquillo e richiude i suoi bellissimi occhi blu, ricordo indelebile del nonno (bis) Carlino (che nostalgia).

È tardi … O forse è presto, dipende da come la guardi … Ma ormai sono in piedi ed ho sete (il wasabi che metto nel sushi è sempre, decisamente, troppo). E allora, mettiamoci il maglione ed andiamo al piano zero, x un’acqua e, perché no, una cioccolata alla macchinetta.

Prima di scendere, però, imbracciamo l’iPhone, con la scusa di vedere se il pvr di vcast.it ha funzionato (progetto interessante, ma forse partito fuori tempo … C’è da pensarci).

E così, nel freddo del metallico ascensore del civile, ecco un altro forte, fortissimo, bagliore di quella luce che da qualche ora ci accompagna: sul blog ci sono alcuni commenti al post di questo (?) pomeriggio.

Marghe e Simo, carinissimi come sempre e poi … un nuovo amico, Ferdinando, che mi segue silenzioso da chissà quando ed ha deciso di regalarmi un’emozione, una splendida emozione, proprio in questo giorno così duro ma così speciale.

Wow! Mi si riempie il cuore di gioia e persino la saletta d’attesa della chirurgia pediatrica, che conosco e ho calpestato in lungo e in largo centimetro x centimetro si trasforma. Perde il volto triste e malinconico di chi raccoglie ogni giorno tonnellate di ansie e dispiaceri e diventa x me un posto quasi accogliente, dove scrivere l’emozione che mi accompagna e vivere un momento unico, di pura gioia e serenità!

GRAZIE!

Di Ste

3 pensiero su “Risvegli … Di gioia”
  1. sabrina
    Comment on Novembre 18th, 2008.
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    Dopo vari tentativi, con la nonna di puffo al telefono, forse, e sottolineo, forse, vi rispondo, perché tra gli zii non tecnologici, pur se acquisiti, ci sentiamo un po’ anche noi. Il freddo dell’ospedale intirizzisce le ossa, entra dentro di noi, ma il calore dell’affetto vero, dell’amore vero, è superiore a tutto. Non credevo che la notizia che un bimbo ha fatto la pipì potesse dare tanta felicità: strana la vita anche della zia Sabi. Qualche giorno fa Silvia mi ha detto che non riesce a stare senza dormire, ma questo, certo, non può accadere quando a star male è il proprio puffo.
    Ho passato la giornata di ieri leggendo la fiaba di “Biancaneve e i sette nani” perché ho pensato che quando tornerà il mio: “tu no puoi”, amerà molto vedere i nanetti in tre dimensioni, del resto buon sangue di letterato non mente (ma attenti è un segreto!). Ora che il tunnel è passato, come dici tu Stefano, potrete godervi il vostro piccolo amore in serenità, finalmente.
    Un abbraccio. Sabri e zii

  2. Grazie Sabri e benvenuta nel nostro spazio virtuale! 😉 I sette nani sono ormai nostri amici, così come le mille brum brum e, da oggi pomeriggio, l’abbo (albero) di babbo natae …

    😉

    Baci!

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