dic 31

1910: ci siamo quasi!

Domani è l’ultimo giorno del 1909, il 1910 è ormai alle porte ed è tempo di bilanci. Vorrei parlare brevemente della pubblica amministrazione Italiana, scossa e rinnovata dal mini-ministro Brunetta, che ora ci fa pure gli spot per la PEC!
Il piccoletto è un genio, nel far parlare di sè, non c’è che dire, ma forse non si è accorto che il nostro secolo non è il ventunesimo e non siamo alle porte del 2010, ma, come scrivevo, del 1910 e, così, per avere il pediatra x tua figlia devi andare all’ASL, ma non prima di esser passato all’agenzia delle entrate per il codice fiscale (la prima cosa, manco a dirlo, è questa), ove puoi fare un bel salto indietro nel tempo!
E così ti rechi a Lonato, entri in una grande stanza con almeno 10 persone che attendono e circa 5 scrivanie per operatori perennemente assenti (2 sole sono infatti operative).
I numeretti da strappare come al banco salumi del supermercato son subito all’ingresso. Prendi diligentemente il tuo (B11) e cerchi il numeratore luminoso che annuncia il prossimo chiamato, ma non lo trovi.
Aspetti allora che qualcuno si alzi per sentire che numero chiamano ma presto scopri che regna una totale anarchia: ci si alza a caso. Il tutto peggiorato dal fatto che la disposizione e la funzione originali dei singoli sportelli, ben descritte in un grosso pannello illustrativo posto all’ingresso, sono oggi totalmente stravolte e su ciascun cartellino delle postazioni campeggia un foglio bianco atto a “cancellare” la scritta originale.
Di fatto, quindi, cerchi di capire dove andare chiedendo ai tuoi compagni di sventura e provi a memorizzare i volti per comprendere chi è arrivato prima di te e chi dopo.
Nel frattempo suona un cellulare ed una delle due operatrici (quella coi capelli lunghi), sguaiatamente strilla “vogliamo spegnere i cellulari?”.
Passano pochi minuti e la stessa operatrice fredda un utente che cercava di sedersi al posto libero davanti allo sportello con un elegante: “non mi sembra di averle detto che poteva accomodarsi”, confermando così che no, lei al corso di gentilezza ed educazione proposto dal ministro Brunetta non ci è ancora andata.
Ecco, finalmente è il tuo turno. Sono passati solo 25 minuti (più 5 di strada) ed in fondo ne è valsa la pena: dovevi consegnare un foglio preziosissimo (la chiamano autocertificazione x’ fa fighi …) per avere in cambio una sequenza di 16 caratteri generata con regole “matematiche” semplici e chiare (il codice fiscale).
È allora che raggiungi la piena soddisfazione intellettuale: quando realizzi che un giorno, diciamo forse tra un secolo, potrai fare quelle stesse operazioni da casa, con la CNS, la PEC, la firma digitale, e chissà quali altre diavolerie si inventeranno ora del 2010.

Ma non ti preoccupare, non c’è fretta e non le vedrai, tu, in fondo, vivi ancora nel 1910!



3 comments.

Gigi Tagliapietra
Commento on dicembre 31st, 2009.

In fondo un pochinno di stupidità serve da contrappeso alla grandezza della nascita di Martina: piccolezze in confronto al fatto che i nostri figli vedranno di sicuro un mondo migliore.

Buon anno a voi.

Margherita
Commento on dicembre 31st, 2009.

Se venini in Comune ti davamo subito il codice fiscale per Martina!!!!!!!!!!!!!

Ste
Commento on dicembre 31st, 2009.

Io non voglio andare in un ufficio pubblico per una dichiarazione ed il ritiro di un numero, voglio farlo online !!!